Eliminare l'umidità e proteggere gli edifici dall'acqua determina una resistenza strutturale maggiore e un microclima interno più sano per le persone che abitano e lavorano in quei locali. Le guaine impermeabilizzanti e le membrane in materiale plastico sono la soluzione più immediata ma che devono essere utilizzate per impermeabilizzare parti limitate degli edifici perchè la naturale traspirabilità verso l'esterno deve essere mantenuta per evitare il ristagno dell'umdità all'interno dell'immobile e il conseguente formarsi di muffe.
Alcuni prodotti che evidenziamo sono molto apprezzate perchè le loro caratteristiche sono considerate in linea con i principi stabiliti dalla bioedilizia.
Le membrane bentonitiche sono formate dalla bentonite un tipo di argilla che si attiva a contatto con umidità si gonfia e si trasforma in un gel che forma una vera barriera impermeabile per l'acqua: è contenuto in un cartone oppure racchiuso tra strati di geotessile che ne garantiscono la tenuta meccanica.
La membrana bentonitica è utilizzata in maniera particolare per impermeabilizzare gli edifici controterra, i tetti piani e nelle strutture dei giardini pensili.
Nel caso dell'impermeabilizzazione delle coperture sono utilizzate anche teli in polietilene e in polipropilene che sono perloppiù un freno al vapore, alla polvere e al vento. Stesse caratteristiche presenta la carta Kraft oleata con olio di vasellina che diventa idrorepellente; questo prodotto è competamente naturale, riciclabile e priva di prodotti che sono derivati dal petrolio e viene utilizzato come guaina sottocoppo e protettiva per tetto ventilato in particolare con la struttura in legno.
Realizzato con materiali riciclabili come cartone, carta etessuto, il cartonfeltro viene impregnato di bitume
Ultimo aggiornamento (Domenica 17 Ottobre 2010 17:51)









